Report ecologia e territorio 26-27/9/2020

Temi affrontati: 1.”Cibo e agricoltura”; 2.”Riconquista delle brevi distanze”; 3.Connessione con altri Attori.

Coordinatori: D. (RIES/Co-Energia) –Tavolo Ecologia e A (Ex Asilo Filangieri) – Tavolo Urbanistica

OdG:

  1. documenti sulla Sovranità alimentare di Campi aperti e del Coordinamento Comunità Contadine Toscane
  2. rigenerazione dei sistemi insediativi urbani e rurali in una prospettiva eco-sistemica e mutualistica e verifica della proposta di unificazione dei 2 gruppi
  3. tessitura di relazioni unitarie con altre realtà, metodi per connettere i singoli Tavoli, modalità per mantenere RBC ‘luogo di confronto’ tra di essi, stabilendo con quali priorità proseguire il percorso.

D. – Tavolo Ecologia: breve presentazione dei lavori del Tavolo Ecologia dall’Assemblea di Milano a Mondeggi: in particolare 2 webinar organizzati, sia come momento di auto-formazione, che di tessitura di relazioni unitarie con altre realtà; nel primo, “Cibo e agricoltura”, è stato preannunciato il documento sulla Sovranità alimentare, poi rilasciato da Campi aperti+Arvaia+Camilla; il ‘campo unitario’ in questo caso è stato quello della agricoltura contadina/agro-ecologica vs le multinazionali del cibo e la GDO; nel secondo, “La riconquista delle brevi distanze”, sono stati affrontati temi di ‘riorganizzazione urbana’ sulla base della mobilità dolce, che hanno suggerito l’unificazione con il Tavolo Urbanistica; così ora il Tavolo unitario si caratterizzerebbe sui temi ecologia, agricoltura e territorio e sulla propostadi ‘riterritorializzare’ le pratiche e le risorse sia ecologiche, che contadine, che urbanistiche con una ‘logica sistemica e relazionale’. Rispetto al terzo punto dell’odg, si tratta di trovare metodi per connettere temi di comune interesse emergenti dai singoli Tavoli di RBC (ad es. quelli ‘mutualistici’ del Tavolo Economico), mantenendo l’autonomia di ciascunoeavendo presente che dopo il ‘confinamento’ per il C-Virus il tempo dei soggetti che aderiscono a RBC ora viene dedicato di nuovo alle pratiche concrete e che bisogna trovare il modo di mantenere RBC ‘luogo di confronto’ tra di esse, stabilendo su quali priorità proseguire il percorso.

1. Cibo e agricoltura

C. – Campi Aperti: illustra i temi del documento sulla Sovranità Alimentare (www.campiaperti.org/progetto-per-la-sovranita-alimentare), con cui si cerca di creare una collaborazione più ampia possibile in Emilia Romagna su diversi terreni: dalla ricerca ai metodi di lavoro, fino a rivendicazioni concrete come i mercati contadini o la diffusione di empori solidali; quindi non sostegno alla grande distribuzione, ma attenzione ai temi della sostenibilità.

A. – Genuino clandestino: considera il documento di Campi Aperti di grande portata. Anche le Comunità contadine toscane (https://www.change.org/p/sostieni-l-agricoltura-contadina-toscana) mettono insieme esperienze diverse per praticare, dal basso, transizione ecologica e rigenerazione sociale, con al centro i mercati contadini e la cooperazione tra produttori. Cibo come pensiero di un’alternativa sociale, di una vita quotidiana diversa, d’interazione umana e costruzione di pratiche. Il discorso dell’agroecologia è centrale per le rivendicazioni ma anche utile per creare alleanze e condivisioni. Alternativa non solo sociale ma molto più ampia passando anche dalle interazioni con le Amministrazioni.

O. Cucina Brigante e Coordinamento 0-OGM: il Coordinamento nasce dalle reazioni sulle semine di mais transgenico in Friuli. Il contenzioso era sulla libera scelta che l’UE lasciava agli stati. Pochi paesi in UE hanno accettato di coltivare quel mais contaminato. Da quella protesta è nato un ragionamento non solo sugli OGM, ma anche sull’introduzione, attraverso le importazioni, di semine con contaminazione genetica. I semi biologici non ci sono perché brevettati, quindi con il discorso agro-ecologico si dovrebbe affrontare questo tema.

V. – Mondeggi: Radicarsi (nome dell’evento) significa anche parlare di salute come tematica importante: quando hanno chiuso i mercati contadini durante il lockdown, ci hanno impedito di rinforzare il sistema immunitario poiché hanno chiuso gli unici punti dove recuperare cibo sano. Dovremmo cercare di reagire molto meglio a queste chiusure.

G. – RIES: viene da Pozzuoli, da un bene comune, le Monachelle. Pensa che si debba cercare il più possibile di evitare che ci siano isole felici e che il Tavolo Ecologia, con i suoi infrastrutture e lavori, deve diffondere i suoi temi su tutto il territorio nazionale. Per realizzare la praticabilità soprattutto dei beni comuni urbani occorre condividere le pratiche e fare formazione con webinar e incontri fisici.

C. – Rete Semi Rurali: richiama l’attenzione sulle regioni che sono poco presenti ai nostri Tavoli di discussione, per capire che a diverse latitudini ci sono necessità diverse (esperienza maturata con ‘Cereali Resilienti’). Invita le realtà presenti a non cascare nella trappola del mercato convenzionale. Quindi propone di costruire regole stabili ma che siano allo stesso tempo liberamente interpretabili.

I:- Mondeggi: rimarca che durante la pandemia la grande distribuzione organizzata è stata l’unica a rimanere aperta. Oggi che ruolo possono avere il cibo e le varie realtà contadine? L’accesso alla terra per produrre, di sicuro ha la sua priorità. Fondamentale però è anche ritrovare convergenze in modo tale che le piccole realtà siano comunicanti tra loro e tramite i coordinamenti possano uscire dal proprio territorio. Cibo e cambiamento climatico sono strettamente connessi.

Partecipante – Belgio: cooperative e piccoli negozi possono essere molto utili. E’ venuta in Italia, a Parma, per aiutare ad aprire una foodcoop che connetta produttori e consumatori. Invita a conoscere sempre più queste realtà.

M. – contadin/azioni: producono olive in un contesto di precari, immigrati e siciliani. Il rapporto città-campagna ma anche il rapporto contadini-mercati è importante. Il contesto urbano è diverso da posto a posto. Propone di provare a pensare a piccole sperimentazioni sull’auto-sostenibilità e sugli scambi diretti.

Conclusioni sul punto 1 “Cibo e agricoltura”parole chiave emerse:

  • Formazione: per gestire i temi connessi al cibo, compresi salute e clima
  • Diffusione: necessità della diffusione delle esperienze in tutti i settori sociali
  • Diversità dei contesti: ogni contesto ha le sue specificità, trovare le connessioni
  • Accesso alla terra: in alcune aree è estremamente difficile.

Riflessioni dei relatori sulle parole chiave emerse:

C.: formazione: si può fare poiché chi ha fatto esperienze può sforzarsi di diffonderle; ci sono dei limiti fisici ma è fattibile. Partiamo da una disgregazione non indifferente, ma ci si può organizzare sui territori evitando di diventare localisti. Costruire unità, convergenze, senza omogeneizzare: ognuno può trasmettere il proprio ruolo.

A.: rileva che il cibo sta diventando un tema importante. Bisogna trovare le connessioni, con incontri tra le realtà, workshop e altri contatti. Di territorio in territorio poi bisogna trovare il giusto raccordo tra empori, cooperative, GAS ecc., costruire campagne connesse tra loro e nuove infrastrutture. Le questioni ecologiche in questo contesto storico sono il cuore della politica, passando dalla qualità dell’aria, dell’acqua e arrivando alla questione climatica (come fa’ Extinction Rebellion): dobbiamo riuscire a collocare la questione del cibo in questi luoghi portando continuità quotidiana.

2. Riconquista delle brevi distanze

A.Ex Asilo Filangieri: richiama i temi emersi nel webinar sulle brevi distanze, che spingono alla unione del Tavolo Urbanistica con quello Ecologia, sia da un punto di vista ecologico ambientale, promuovendo la mobilità dolce per il raggiungimento di luoghi di attività, servizi e attrezzature, sia dal punto di vista ecologico relazionale, promuovendo le relazioni e la coesione sociale degli abitanti di un territorio.

D. – attivista e studiosa di commons: ha lavorato sui beni comuni (spazi pubblici ma anche privati). L’unione ecologia e urbanistica può essere vincente. Occorre portare i discorsi femministi e trans-femministi, che sono spesso mancanti in diversi campi di discussione, anche in quello del cibo. Cibo che consente la riproduzione e quindi un’alleanza e ricollocazione delle lotte. Parole all’ordine del giorno: riproduzione, genere, pensare al contadino come forma di vita, ma anche facendo emergere le contadine (che spesso non vengono citate). Congiungersi con il movimento femminista che in questo momento ha grande forza.

O. analisi bloccata tra ecologia, campagna e città, quindi è positivo questo tavolo di incontro tra i temi, per formalizzare un rapporto mutualista cosi come la rete contadina ha ben sviluppato.

O. ‘Cucina brigante’ a Padova ha realizzato un orto urbano davanti all’area dell’ex macello che è stata sgomberata questo gennaio dal Comune. Quest’orto sociale e sostenibile è un esempio di presidio e resistenza oltre che di autorganizzazione. Anche attraverso il cibo si può costruire comunità, attraverso il cibo si sta conducendo una battaglia.

V.: il linguaggio è vitale. Siamo stati ingannati dal discorso sulla “distanza sociale”, perché si trattava invece di adottare una distanza fisica. Bisogna usare le parole giuste poiché il nostro linguaggio è inquinato. Non c’è bisogno solo di un cibo sano ma anche di un linguaggio sano, perché se parliamo male ci esprimiamo male.

Vezioli – architetto: importante l’esempio portato da Cucina brigante sulla resistenza con l’orto al di fuori dello spazio sgomberato. Il verde urbano si fa presto a costruire ma bisogna gestirlo, e chi lo può gestire meglio delle realtà del territorio? L’urbanistica è una tematica distrutta ai giorni nostri. Capendo l’ecosistema capiamo tutto ciò che ci sta dentro. Richiama l’ecologia umana come elemento importante per riaprire contatti e spunti. Come esempio richiama l’aeroporto di Firenze che occuperebbe una delle aree della pianura dove certe specie potrebbero ancora vivere al di là dell’insediamento umano. Questa struttura, se costruita, diverrebbe la morte dell’ecosistema, ciò non viene percepito dai molti. Ecologia come campo relazionale degli eventi della vita.

Conclusioni del punto 2 “La riconquista delle brevi distanze”: approvata l’unificazione tra i Tavoli Ecologia ed Urbanistica, l’ecologia diventa il “campo relazionale degli eventi della vita”, integrazione con lotte e tematiche femministe.

3. Relazioni unitarie, metodi per connettere i Tavoli, priorità per proseguire il percorso di RBC

Antonia: chiede: quali sono i temi e le questioni irrisolte su cui bisogna ancora confrontarsi? In che modo fare formazione su questi temi? Quali sono gli strumenti di cui abbiamo bisogno?

Davide: interviene in particolare su: 1. connessionitra percorsi diversi, citando quello di Rete di reti (www.retedireti.org), che mette in relazione soggetti diversi, ma affini rispetto a tre assi: visione, metodi e pratiche trasformativi; 2. metodi per collegare i temi di comune interesse dei singoli Tavoli di RBC: XR si organizza per ‘cerchi’ con un referente interno e uno esterno che riporta ciò che avviene nel proprio cerchio agli altri coordinatori esterni, in modo da creare interscambio tra i cerchi: infatti uno dei punti deboli delle reti sono gli hub, che possono diventare ostacolo a comunicazione e diffusione all’interno della propria rete.

Carlo: c’è bisogno di cooperazione e sostegno reciproco; pensando alla questione urbanistica, nel documento della sovranità alimentare c’è un paragrafo che parla della opportunità da parte delle persone di autoprodursi il cibo. Chiaro che questo richiede un ripensamento della città. Prediligere il lavoro su piccola scala al posto delle grandi fabbriche che circondano la città, utilizzare gli spazi dismessi per ridar loro una dimensione nuova.

Daniela: spunti della narrazione della città da due punti di vista: 1. nascita della accumulazione 2. nascita degli scambi di semi. Oggi la città è ancora e può essere luogo di scambio di semi. Nella città inoltre c’è ancora una grande domanda di reti del cibo a filiera corta e ragionare in termini sistemici è un modo per offrire soluzioni a chi cerca questo tipo di prodotti. Ripensare la produzione a partire dalla riproduzione.

Partecipante – Campi aperti: difficoltà nel costruire comunità sul territorio tra approccio teorico e confronto con gli apparati. Hanno cercato di riprendere spazi verdi ed ex caserme a Bologna, ma dall’esperienza si evince che c’è bisogno di una rete forte per muoversi, per dare coraggio alle persone e restituire alla gente gli spazi comuni. Relazione tra città e campagna è in controtendenza rispetto all’autonomia dei 2 poli.

AdaRete semi rurali – Rete politiche locali del cibo – Rete CSA: richiama una visione più critica e meno idilliaca; se vogliamo fare qualcosa bisogna approfondire tutti i documenti prodotti e poi scendere sul piano reale di concretezza e relazionarci con le istituzioni come cittadini attivi ma soprattutto competenti (evitando di citare parole senza conoscere cosa c’è dietro). E’ necessario studiare! Se si parla di semi bisogna conoscere il regolamento sui semi! Propone momenti di autoformazione per agire e per costruire competenze.

Andrea – Polveriera: propone tempi lunghi accompagnati da un approfondimento personale delle tematiche. Suggerisce di rilasciare dei link dopo questi incontri, ma anche prima, per favorire la formazione. La comunicazione è poi fondamentale soprattutto per le persone che non hanno esperienza, per allargare la cerchia da raggiungere.

Frida-triestina: racconta l’esperienza vissuta di orto sinergico in casa. Riconoscere bene la città per la viabilità e l’urbanistica. Far partecipare i bambini nello scambio dei semi.

Nina – napoletana: venuta per ascoltare e fare conoscenze. Parla di città come Napoli dove l’inquinamento è elevato. La violenza ambientale è tanto alta quanto la violenza del patriarcato. I presidi di lotta sui beni comuni sono stati spesso porte di accesso per le lotte femministe. Serve un’intera comunità per uscire dalle pratiche della violenza e per costruire reti fiduciarie con cui prendersi la responsabilità del territorio.

Conclusioni sul punto 3:

  1. Relazioni unitarie: stare insieme con capacità di ascolto e di lavorare insieme contaminandosi a vicenda, così che ognuno esca arricchito dell’esperienza e non uguale a prima dell’incontro;
  2. Metodi per i Tavoli: coordinatore interno ed esterno per ogni Tavolo, per favorire l’interscambio tra i singoli temi d’interesse comune;
  3. Temi prioritari per RBC: studio/formazione, ripensare al rapporto tra reti/comunità, città/campagna e interventi su piccola scala, costruire reti fiduciarie con cui prendersi la responsabilità del territorio.