La Rete Nazionale dei Beni Comuni Emergenti e ad Uso Civico è una piattaforma che riunisce esperienze di gestione diretta e uso collettivo dei beni comuni, insieme a realtà che in diversi modi hanno approfondito e praticato forme di riappropriazione civica degli stessi, improntate a criteri di fruibilità, inclusività, imparzialità, accessibilità e autogoverno delle comunità di abitanti.

L’obiettivo è la condivisione e la continua sperimentazione di pratiche, saperi e strumenti amministrativi capaci di sfidare e superare lo stato di cose presenti.

La Rete nasce a Napoli il 19 febbraio 2019, da un’assemblea che vede riunirsi in modo spontaneo e orizzontale oltre 300 persone provenienti da quasi 50 realtà da tutta Italia.

L’obiettivo è condividere e mutualizzare strumenti, per mettere a sistema le proposte sui beni comuni che sono maturate negli anni in diverse esperienze nazionali, a partire da una continua messa in questione delle proprie pratiche alla luce dei principi di antifascismo, antirazzismo e antisessismo.
L’obiettivo immediato è rinforzare anche a livello nazionale la battaglia per il riconoscimento legale dei beni comuni, intesi come tali quando si rendono necessari ai diritti fondamentali, in base alla loro natura, ma soprattutto per effetto delle loro modalità di gestione aperte e attivamente inclusive, che realizzano criteri di mutualismo e solidarietà nei confronti dei tanti bisogni sociali (link proposte percorso giuridico di lotta).

Così, l’uso creativo del diritto’ praticato all’interno della rete è parte di un percorso verso nuove istituzioni, che ha origine innanzitutto da pratiche trasformative quotidiane nei territori, che investono le relazioni sociali – e i loro caratteri competitivi e patriarcali – così come l’ecologia, l’organizzazione della produzione e distribuzione, il governo del territorio e tanti altri temi

Ad aprile 2021 è nata la Commissione popolare per la legge sui beni comuni è un percorso aperto partito da persone impegnate in percorsi collettivi, esperienze associative e gruppi di ricerca che si occupano di promuovere, nelle istituzioni e nelle comunità, la cultura e la pratica quotidiana della cura dei beni comuni.